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giovedì, 08 maggio 2008

Vai o stai



Confucio diceva  che il modo migliore per conoscere il mondo è quello di non uscire mai dalla propria casa. Invece di spostarsi materialmente,si può viaggiare all’interno della propria anima ma forse non è l’unico modo. Ho passato parecchio tempo della vita ad attraversare le frontiere. Quelle strisce di terra di nessuno fra due posti di controllo sembrano sempre zone piene di promesse: la possibilità di nuove vite , nuovi profumi, nuovi affetti. Ma al tempo stesso scatenano in me un certo disagio , un senso di quasi di ansia per quello che mi attende. Mentre i doganieri rovistano tra le mie valige, sento che tentano di aprire la mia mente, alla ricerca di un contrabbando di sogni e di memorie proibite . Distanze coperte con un balzo , transiti , attese , code infinite , babele di lingue, differenti culture, sfumature di colore ; mente aperta ad assorbire a comprendere.

Ho vissuto in paesi dal grande passato , imbevuti da grandi tradizioni, altri li ho solo sfiorati , visti attraverso un parabrezza scheggiato, ho passato il tempo in enclavi protette , in basi scalcinate .

Città che si dipanano lungo la strada , case che si alternano a campi , deserti che si susseguono , punteggiati da oasi, grandi fiumi , passi montuosi, mercati colorati , povertà e ricchezza sfrenata , tutto ciò fa parte del mondo.

 Ho conosciuto centinaia di persone , molte mi hanno lasciato qualcosa , altre sono scivolate via perse nell’oblio. Ho montagne di queste piccole e grandi cose , accatastate, mai ordinate ma ci sono e fanno parte di me e ho portato in giro la mia anima.


postato da: Mauri53 alle ore 19:48 | link | commenti (12)
categorie: pensieri, viaggi, narrativa
domenica, 20 aprile 2008

Lei & Lui


Lei
. Formaggio. Un bicchiere di vino. Uva. Respiro di sera, lento. Nel cortile le ombre riflesse dalle finestre. Un albero di limoni. E se piove. E se non facessi in tempo?  (Mi dà un gran fastidio chi invece di scopata dice coito e va blaterando che l’orgasmo della donna è sentimentale). Uva, sulla lingua. Schiaccio l’acino lentamente fra i denti.  Prendo dal frigorifero, chissà perchè lo tengo lì, il barattolo delle olive: sono rimaste a lungo in salamoia con spicchi d’aglio, acqua, sale, limone, peperoncino e qualche foglia d’alloro. L’ho imparato da mia madre. Sono piccanti, ottime, ci stanno bene col formaggio. Non sono molte le cose che ho imparato da mia madre, ero sempre in senso contrario. Almeno avessi appreso a fare gli gnocchi e la sua bella calligrafia. La sera la stanza è come più bassa. Il tempo. E il tempo del sogno? Chi siamo noi? Due estranei, conoscenti, amici. più o meno. E’ sufficiente sia uno a crederlo per essere amici? Simpatia serale. Tu davanti a me, io, scalza con il vassoio in mano in attesa che ti accorga di me. Mi piacerebbe solo sapere cosa stai pensando adesso. Sai raccontare come uno che infila perle per farne collane da donare alle belle ragazze. Mi è sempre piaciuto ascoltarti insieme al rumore del mare. E continuo a sognare ad occhi aperti. Io mi prendo cura di te, e tu di me. Di certo la lavatrice la lascerei caricare a te, per tutti e due, mischiando i panni. L’immondizia la portiamo giù a turno. Tu vai a fare la spesa al negozio buono, invece io tagliuzzo le verdure fine, fine, per la minestra. E tu mi copri la notte, ed io mi scopro di nuovo. E facciamo l’amore con grazia come le acque sopra il mare.

Comunque poi alla fine ognuno resta solo, anche chi non lo sa. Mi alzo e vado al computer, scrivo questo raccontino,


Giulia

 

Lui. Una coppa di vino bianco fresco. Il bicchiere si appanna , guardo attraverso. Quante volte nella vita si deve far finta di non vedere o sentire. In certi momenti le parole escono più veloci del controllo della mente, spesso ci si pente ma molto più spesso le si sentono rinfacciate. Qualche fetta di salame , un pezzo di sardo fresco, un cestino di fave. In un giorno quanti stati d’animo ci attraversano, si alternano, si sovrappongono. La bottiglia di Coca è nello scomparto del frigo, bevo dalla bottiglia facendo scorrere il liquido nel palato. Come si può definire il nostro rapporto , siamo amici , amanti , conoscenti o chissà cosa. Non sopporto i supermercati, mi piace fare spesa nei negozi dove c’è rapporto con chi contribuisce a rendere accettabile quello che ti propina. Mi piace come fai l’amore ,  l’odore della tua pelle,  le tue fossette, il tuo modo di ridere. Le tende arancioni sventolano lasciando passare la primavera , le tue piante si stanno svegliando , le rondini rioccupano i loro nidi. Forse potrei cambiare lavoro , potrei fare l’irundologo , sarei all’aperto , aspetterei la primavera due volte l’anno. Mi piacciono i paesi caldi, potremmo andare a vivere in una palafitta sul mare non ti farei cucinare il pesce ma vorrei un nido sotto al tetto; tu potresti aprire un chiosco per vendere granite al gusto di papaia. La mattina quando c’è bassa marea potremmo andare a scrivere versi sulla sabbia aspettando che il mare li cancelli . Guardo i baccelli delle fave , fanno così tanto volume , e sono pronti da buttare. Penso all’amore , bruciata la passione , rimane lì sottile e bisogna dedicarci un sacco di attenzioni . Guardo le rondini rimettere in ordine la loro casa e nei loro movimenti traspare amore :sarà che il loro non è un andare ma sempre un ritornare, sarà che schivano sempre l’inverno ; sarà l’inverno ad uccidere l’amore?

Mauri53


[fotografia di Ewa Brzozowska]


venerdì, 04 aprile 2008

Assenza



L’assenza ha qualche parentela con la morte, manca qualcosa , una parte di te. Un giorno c’è , il giorno dopo non c’è più.

Che cosa accade a una casa dove si sente una assenza? La casa ,naturalmente, resterebbe la stessa, non sarebbe consapevole di quanto è accaduto. I muri restano al loro posto. Le porte, pronte per essere aperte e chiuse. Piatti e bicchieri , sempre disponibili, anche se non ci fosse più nessuno a usarli per mangiare e bere.

Se manchi tu è come se nessuno vivesse qua.

Le poltrone restano immobili, pronte a servire   chiunque vuole sedersi. Le lancette dell’orologio continuano ad andare avanti, con lo stesso tic tac immutabile, ricominciare il loro giro a mezzanotte, come se il giorno finito non ci fosse mai stato. Questa mattina ho voglia di rimanere a letto e guardo fuori dalla finestra , ascolto il vento, lo sento passare con un fruscio tra gli alberi e invidio i rami per la loro pazienza.

Sento prepotente la tua assenza , è quasi un male fisico.

Guardo la pallida luce del sole che tenta di aprirsi un varco tra le nuvole , senza riuscirci.

Mi chiedo quale sia lo scopo di tutto quello che accade, di questo infinito ripetersi.

C’è stato un tempo che al mio risveglio sentivo il profumo del caffè, sentivo il tuo canticchiare lontano, il tintinnio delle tazze, il profumo dei croissant . Anche questi odori sono scomparsi , quei piccoli rumori. Stamattina la casa è silenziosa , non ha odori , nessun tipo di odore neanche cattivo sembra asettica . Il cuscino dalla tua parte ha perso la tua impronta, mi mancano le tue calze gettate sulla poltroncina , i tuoi braccialetti sparsi sul comodino, tutto questo ordine mi opprime.

Cerco di captare un leggero profumo di te, anche solo una sensazione di te ma il vuoto impera.

Mi alzo e sento il freddo sotto alla pianta del piede , mi fa salire un leggero brivido che mi fa sentire vivo.

Il sole ha vinto la sua battaglia e splende , la nuvole sono un vago ricordo.

Entro nel salone e il mio sguardo cade sulla tua pianta che giganteggia di fronte alla finestra, due splendidi fiori sono sbocciati nella notte.

La tua pianta è fiorita anche senza di te , tutte le notti finiscono al mattino.


postato da: Mauri53 alle ore 20:36 | link | commenti (25)
categorie: pensieri, narrativa
lunedì, 24 marzo 2008

Domani



Trattengo il respiro , espiro e poi respiro profondamente. Decelera il battito del cuore, acquista un ritmo regolare. Allungo le braccia staccate dal corpo, le mani strette a pugno faticano ad aprirsi. Sento il sangue scorrere ed io riesco a percepirne il fluire,riesco a seguirlo nel suo percorso,mi affascina,mi spaventa.
Socchiudo gli occhi,come si fa da bambini,quando si ha paura di qualcosa...si socchiudono appena lasciando una microscopica fessura per vedere cosa accade, ma il buio è un sudario impenetrabile. Cerco la concentrazione , il mio punto focale si annida all’incrocio delle sopracciglia, da lì cerco di vedere dentro di me. Inizio dalla punta dei piedi, vedo scorrere i legamenti , i leggeri fasci di muscoli, le ossa con i loro snodi, li esamino lentamente ; vedo il fluire dei nervi e prendo a risalirli. Arrivo agli organi interni e perdo la concentrazione, tento inutilmente di svuotare la mente ma la tua immagine si fa sempre più presente; ad essa è collegata una lista interminabile di pensieri , di sensazioni, di una voglia insopprimibile e irrealizzabile, il razionale si disperde nell’irrazionale. Il sonno tarda ad arrivare , lui potrebbe spegnere la realtà , farmi sognare e condurmi fino al risveglio in un mondo dove i desideri si realizzano , dove sei accanto a me e posso sentire la tua pelle ,la tua voce. Tra le pieghe delle lenzuola si annidano i miei sogni ma non riesco ad accenderli e spegnere la realtà. Sudo pensieri sul cuscino. Stringo i denti. Qualcosa di caldo scivola sulla mia guancia ; arriva all’angolo delle mie labbra , un gusto salato mi colpisce i sensi allenta la tensione, la mia mano , come colta da un moto indipendente sale a spazzare il viso da questa presenza ingombrante e spazza anche la sensazione di angoscia. Una sensazione di pace pervade il mio animo e aspetto il domani che sarà uguale a tanti domani o forse ..no.


postato da: Mauri53 alle ore 01:05 | link | commenti (10)
categorie: pensieri, narrativa
lunedì, 03 marzo 2008

No...



Cristo! come eravamo ridicoli

io e il Nuvola mentre seguivamo

il furgone mortuario del Comune

…ti saresti divertita, cazzo!…

noi sulla circonvallazione

a cambiare la candela sporca

e la tua bara grigio topo gettata

nel cimitero di Prima Porta

…ti saresti divertita, cazzo! …

così come ti divertivi da sballo

a fare l’autostop sulla Colombo

per rubare una giornata alla disperazione

e sbatterla sulla spiaggia di Capocotta….

…io e te…confusi tra gli altri

che lanciavano la loro allegria

 sugli asciugamani colorati della fantasia

…io e te…la sera nel vagone del treno…

ad assaporarci il sale sulle labbra,

a scandalizzare quelle facce

di cartapesta imbolsite dal sopore, 

…io e te…ad inventare equilibrismi

sulla corda tesa del pudore ma…

con la mente già chiusi in quella stanza.

Che assurdità quel grattacielo

di morti murati dietro quei marmi

di fiori appassiti e nomi dimenticati.

Ti lasciammo tra i crisantemi gialli

rubati ad un disgraziato tuo vicino

e l’odore di cera e fiori marciti…

andammo via tirando calci ad una Pepsi

e cantando All along the watch tower…

cantavamo forte per non piangere, forse,

..io non ho pianto…ma,…

una volta tornato in quella stanza,

ho passato la notte alla finestra,

tutta la notte a guardare

il fumo leggero della Marlboro

che mi bruciava gli occhi

e lo scorrere lento dei vagoni.



P.W.


postato da: Mauri53 alle ore 18:10 | link | commenti (23)
categorie: poesie firmate
giovedì, 28 febbraio 2008

Siamo tutti molto distratti...o

 

Informazioni libere e televisioni che non dipendono dalla politica, se ne riempiono la bocca , aprono le campagna elettorali nel nome dell’informazione , le inchieste della verità ad ogni costo.

Ci convincono che i media non servono a manipolare nessuno, che esprimono opinioni ,

scavano nella notizia alla ricerca della verità

Ieri sera ricevo una mail da un amico: «Hai visto? Osama bin Laden è stato ucciso». C'è un link. Vado a vedere. È Benazir Bhutto che parla, intervistata da Al Jazeera in lingua inglese. Dice, testualmente, tra molte altre cose, che Omar Sheikh è «l'uomo che ha ucciso Osama bin Laden». Riguardo, straluno. Controllo una seconda volta. Inequivocabile. Un lapsus? Non sembra: Benazir parla con assoluta calma e indica nomi con perfetta precisione. Controllo la data. È il 2 novembre 2007, oltre tre mesi fa. L'intervistatore, David Frost, è giornalista esperto. Ma assorbe la notizia come se non l'avesse sentita. Non chiede nemmeno «quando?». Passa oltre. Sbalorditivo. Guardo il contatore delle persone che, nel frattempo, sono andate a vedere quel filmato: in quel momento sono 352.373. Altre decine di siti web stanno commentando quello che vedo io su You Tube.

Ma anche Wikipedia ne è pieno. Decine di migliaia di persone ne discutono. Ma non un solo giornale ha ripreso la notizia. Da tre mesi. Non un solo telegiornale l'ha fatta vedere. Da oltre tre mesi. Nemmeno Al Jazeera, stavolta molto distratta. Non un solo governo commenta. Nemmeno la Cia, nemmeno l’Fbi. Neppure per smentire. Un silenzio assordante come pochi. Eppure Osama aveva sulla sua testa una taglia americana da 25 milioni di dollari, dead or alive, vivo o morto. Come minimo dovrebbero accertare se devono erogarla a Omar Sheikh, quello stesso che, per inciso, consegnò a Mohammed Atta, secondo l'inchiesta ufficiale, 100 mila dollari qualche giorno prima dell'11 settembre, e che era a Washington, quel giorno fatale, guarda caso. Poi Benazir è stata ammazzata, al secondo tentativo.

E non ci potrà più dire nulla delle sue fonti d'informazione. Nessuno di coloro che l'hanno pianta, o commemorata, ha ricordato la sua rivelazione del 2 novembre. Nemmeno l'illustre Economist - che ha dedicato al Pakistan la copertina del penultimo suo numero, con il titolo «Il paese più pericoloso del mondo» - si è accorto di quelle parole di Benazir. Tutti molto distratti. Resta solo da chiedere all’ex presidente Musharraf - non senza avergli augurato lunga vita - di fornirci qualche ulteriore informazione sul signor Omar Sheikh, che lavorava allora per i suoi servizi segreti. Qualcosa deve saperne, almeno lui, visto che nel suo libro del 2006 («In the line of fire: a memoir», Free Press) affermava di sospettare che avesse lavorato, negli anni ‘90, per il servizio segreto di Sua Maestà britannica, il famoso Mi 6.

Mi viene un dubbio” non sarà che ci raccontano solo quello che vogliono loro e a modo loro?”

 


postato da: Mauri53 alle ore 19:13 | link | commenti (10)
categorie: segnalazioni, medio oriente, politica e notizie
lunedì, 25 febbraio 2008

Fiori&spine




Sto scrivendo su fogli di niente parole di vento, sento la tua presenza vicino a me. Sei  seduta lì di fianco, io continuo ad ignorarti perché so che mi stai guardando. Scrivo parole sull'acqua, punti interrogativi nell'aria, evito di guardarti , scelgo il buio, cammino sugli specchi.

Sento i tuoi occhi su di me, intensamente, che cercano di penetrarmi, che sembrano parlarmi tra i pensieri.

Ti offro la mia pelle , scrivi i tuoi sogni , incidi la tua memoria.

E i tuoi occhi sono lì, infatti, su di me. Ancora fermi, ancora intensi , brillano

Voglio sentire sulla mia pelle lo scorrere del tuo essere, il fluire dei sensi, il graffi sulla mia anima.

Il silenzio è pesante, un muro alto, spesso.

Nulla passa , sei liquida , nessun graffio , nessuna scritta . La mia pelle resta intonsa, nessun scritto.

I  tuoi occhi sono opachi, il brillio è scomparso ,oppure ho creduto di vederlo , una illusione, non sento nulla tra i pensieri.

La tua presenza diventa un peso, il tuo sguardo un dardo fastidioso.

Basta un niente e la prospettiva muta i fiori in spine. Mi allontano senza guardarti , la tensione scema , devo andare lontano

perdermi nella moltitudine ,bere le emozioni che tu non mi sai dare.

Sfiorita nell’illusione che il tempo non passi e si possa sempre recuperare quello che si perde.

Tu hai perso ma io non ho vinto.

Ci perderemo in altre illusioni, cercheremo visi tra la folla nella speranza  di trovare l’altra metà della mela ,

ci perderemo nel fondo di qualche bicchiere aspirando emozioni a poco prezzo.

Raccoglieremo un pezzo d’amore tra gli sgabelli di qualche bar, calpesteremo i cocci di una dignità a brandelli.

Io ho perso ma tu non hai vinto.

Non sento più la tua presenza, sento il vuoto, sento il freddo, sento la mancanza, sento il rumore di illusioni che rotolano

Che si infrangono, si spezzano, si frantumano , si feriscono.

Vaghiamo in cerca di altre illusioni, le costruiamo senza fondamenta, oscillano instabili.

Ritorniamo alle nostre certezze.

Abbiamo perso tutti e due.

postato da: Mauri53 alle ore 23:35 | link | commenti (12)
categorie: pensieri, narrativa
martedì, 29 gennaio 2008

Ero ancora la..



Ero ancora la...

Volevo scappare, essere lontano secoli
da quell'angolo di follia.

Perduto nel tempo

impastoiato dalle emozioni.

Forse non mi ero mai trovato.
Appena un passo
e come in una spirale senza uscita
scivolavo tra pareti altissime
create da un labirinto

di freddo ghiaccio.

Il mare sciabordava sotto di me

Nessuna via di fuga

dalle sabbie mobili
che piano inghiottivano tutto il futuro
la tua immagine risaliva lungo le mie vene
per raggiungere il cuore.


Come sembra lontano quel mondo,
confinato in un'altra dimensione,
ora che ti sento sfiorare

 la mia anima
e mi perdo

nei tuoi occhi blu
e stringendoti forte
dissolvo con un bacio

tutte le paure


postato da: Mauri53 alle ore 18:42 | link | commenti (27)
categorie: poesia
mercoledì, 16 gennaio 2008

Riflessioni


 

Vengono dal Sud con il sole del mattino, baluginanti come fantasmi in un miraggio del deserto. Mentre avanzano sull’acqua accesa dai riflessi del sole ammainano lentamente le vele gonfie del vento del mattino che pennella il placido cielo terso.
Non echeggia neppure un comando  ne un richiamo, ognuno trova la sua posizione consueta.
Leggeri tonfi nell’acqua rilasciano onde che si propagano baluginanti che si riflettono fino al mio scoglio.
Alla sera il ritorno alle loro case con il pesce guizzante sul ponte....con qualcuna che li aspetta.
La schiena contro uno scoglio e lo sguardo perduto, la risacca che scandisce i tempi
in attesa che il richiamo alla preghiera segni il tempo che devo andare, distillo pensieri e nascondo bugie.

 


postato da: Mauri53 alle ore 19:01 | link | commenti (12)
categorie: pensieri, narrativa
lunedì, 07 gennaio 2008

Sogno di te e di me



Sogno di te e di me

insieme.

Sogno perché posso

solo sognare

Potresti camminare

su un tappeto di petali

di rosa

Metto i miei sogni ai tuoi piedi

cammina leggera

stai camminando

sui miei sogni

 

 

Libera interpretazione


postato da: Mauri53 alle ore 17:43 | link | commenti (17)
categorie: pensieri, poesia