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in sogno, si svegliavano su una Manhattan
improvvisa, e si tiravano su da incubi di
cantine ubriachi di Tokay spietato e da orrori di
sogni di ferro della Terza Strada & inciampavano
verso lUfficio Assistenza,
che camminavano tutta la notte con le scarpe piene
di sangue su moli coperti di neve aspettando che
una porta sullo East River si aprisse su una
stanza piena di vapore caldo e di oppio,
che creavano grandi drammi suicidi in appartamenti
a picco sullo Hudson sotto azzurri fasci
antiaerei di luce lunare & le loro teste saranno
incoronate di alloro nelloblio,
che mangiavano stufato dagnello dellimmaginazione
o ingoiavano rospi nel fondo fangoso dei fiumi
di Bowery,
che piangevano sulle strade romantiche coi carretti
pieni di cipolle e musica scassata,
che sedevano in casse respirando al buio sotto il
ponte, e si alzavano per fare clavicembali nelle
loro soffitte,
che tossivano al sesto piano di Harlem incoronati
di fiamme sotto il cielo tubecolare circondati
da teologia in cassette di frutta
che scarabocchiavano tutta la notte in un rock and roll
su incantesimi da soffitta destinati a diventare
nella mattina giallastra strofe di assurdo,
che cuocevano animali marci polmoni cuori code
zampe borsht & tortillas sognando il puro
reame vegetale,
che si buttavano sotto furgoni di carne in cerca di
un uovo,
che buttavano orologi dal tetto per gettare il loro
voto allEternità fuori del Tempo, & per un
decennio dopo le sveglie cadevano ogni giorno
sul loro capo,
che si tagliavano i polsi tre volte di seguito senza
seguito, rinunciavano ed erano costretti ad aprire
negozi di antiquariato dove credevano di
invecchiare e piangevano,
che venivano arsi vivi nei loro innocenti vestiti di
flanella sulla Madison Avenue tra esplosioni di
versi di piombo e il frastuono artificiale dei ferrei
reggimenti della moda & gli strilli alla nitroglicerina
dei finocchi della pubblicità & liprite
di sinistri redattori intelligenti, o venivano investiti
dai taxi ubriachi della Realtà Assoluta,
che si buttavano dal ponte di Brooklyn questo è successo
davvero e se ne andavano sconosciuti e dimenticati
tra la foschia spettrale di Chinatown
minestra vicoli & autopompe, neanche una birra gratis,
che cantavano disperati dalle finestre, cadevano dal
finestrino della sotterranea, si buttavano nello sporco
Passaic, saltavano su negri, piangevano lungo
tutta la strada, ballavano scalzi su bicchieri rotti
spaccavano nostalgici dischi Europei di jazz tedesco
del 30 finivano il whisky e vomitavano rantolando
nel cesso insanguinato, nelle loro orecchie
gemiti e lesplosione di colossali sirene,
che rantolavano giù per le autostrade del passato andando
lun laltro verso lhotrod-Golgotha di
veglia solitudine-prigione o lincarnazione del
jazz di Birmingham,
che guidavano est-ovest settantadue ore per sapere
se io avevo una visione o tu avevi una visione
o lui aveva una visione per scoprire lEternità,
che andavano a Denver, che morivano a Denver,
che ritornavano a Denver & aspettavano invano,
che vegliavano a Denver & meditavano senza
compagni a Denver e infine se ne andavano per
scoprire il Tempo, & ora Denver ha nostalgia dei suoi eroi,
che cadevano in ginocchio in cattedrali senza speranze
pregando per lun laltro salvezza e luce e seni, finché
lanima si illuminava i capelli per un attimo,
che si sfondavano il cervello in prigione aspettando
criminali impossibili dalla testa bionda e il fascino
della realtà nei loro cuori che cantavano
dolci blues a Alcatraz,
che si ritiravano in Messico per conservarsi alla droga,
o a Rocky Mount per il tenero Buddha o a
Tangeri a ragazzini o alla Southern Pacific
per la locomotiva nera o a Harvard o a Narciso
o a Woodlawn alle orge o alla fossa,
che chiedevano prove di infermità mentale accusando
la radio di ipnotismo & venivano lasciati con la
loro pazzia & le loro mani & una giuria incerta,
che al CCNY buttavano patate in insalata ai conferenzieri
sul Dadaismo e poi si presentavano sui
gradini di pietra del manicomio con teste rapate
e discorsi arlecchineschi di suicidio, chiedendo
unimmediata lobotomia,
e invece venivano sottoposti al vuoto concreto o
insulina metrasol elettricità idroterapia psicoterapia
terapia educativa ping-pong e amnesia,
che in malinconica protesta rovesciavano un unico
simbolico tavolo da ping-pong, riposando un
poco in catatonia,
ritornando anni dopo proprio calvi eccetto una parrucca
di sangue, e lacrime e dita, al visibile destino
da pazzo delle corsie della città-manicomio dellEst,
fetidi corridoi di Pilgrim State Rockland e Greystone,
litigando con gli eco dellanima, rockrollando
nella mezzanotte solitudine-panca dolmen- reami
dellamore, sogno della vita un incubo, corpi
ridotti pietra pesanti come la luna,
con mamma finalmente ..., e lultimo libro fantastico
scaraventato dalla finestra, e lultima porta chiusa
alle 4 del mattino e lultimo telefono sbattuto
in risposta contro il muro e lultima stanza
ammobiliata svuotata fino allultimo pezzo di
mobilia mentale, un rosa di carta gialla attorcigliata
su una gruccia di fil di ferro nellarmadio,
e perfino essa immaginaria, nientaltro che
un pezzetto di speranza nellallucinazione
ah, Carl, mentre tu non sei al sicuro io non sono al
sicuro, e ora sei davvero nel totale brodo animale
del tempo
e che dunque correvano per le strade gelate ossessionati
da un lampo improvviso dellalchimia delluso
dellellisse il catalogo il metro & i piani
vibranti,
che sognavano e facevano abissi incarnati nel Tempo
& lo Spazio mediante immagini contrapposte, e
intrappolavano larcangelo dellanima tra 2 immagini
visive e univano i verbi elementari e
sistemavano insieme il sostantivo e il trattino
della coscienza sobbalzando alla sensazione del
Pater Omnipotens Aeterni Deus
per ricercare la sintassi e la misura della povera prosa
umana e fermarvisi di fronte muti e intelligenti
e tremanti di vergogna, ripudiati ma con
anima confessa per conformarsi al ritmo del
pensiero nella sua testa nuda e infinita,
il pazzo vagabondo e angelo battuto nel Tempo,
sconosciuto, ma dicendo qui ciò che si potrebbe
lasciar da dire nel tempo dopo la morte,
e si alzavano reincarnati nei vestiti spettrali del jazz
allombra tromba doro della banda e suonavano
la sofferenza per amore della nuda mente dAmerica
in un urlo di sassofono elai elai lamma lamma
sabacthani che faceva tremare le città
fino allultima radio
col cuore assoluto della poesia della vita macellato
dai loro corpi buono da mangiare per mille anni.

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo,
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi:
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
